82^ Mostra del Cinema di Venezia: i film premiati, la solidarietà e le riflessioni di un’edizione particolare

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Lo scorso sabato 6 settembre si è conclusa – tra premiazioni, presenze (e qualche assenza), e lunghi applausi – l’82° Mostra del Cinema di Venezia: si è trattato di un’edizione intensa, fortemente politica e particolarmente sotto i riflettori. Se le arti cinematografiche, con storie, linguaggi e interpreti, sono il racconto più fedele dei moti e dei turbamenti del tempo corrente, ciò che il mondo attuale sta vivendo trova e mantiene una certa espressione nelle proposte più recenti dei maestri del cinema.

Mostra del Cinema di Venezia 2025: i premi assegnati e la sezione Orizzonti

Venezia, rispetto agli altri grandi premi del cinema e soprattutto in confronto con gli Oscar, sembra sempre mantenere una preferenza per i racconti più introspettivi e i linguaggi più complessi. Coerentemente con tale tendenza, a ricevere il Leone d’Oro 2025 tra i 21 film in competizione è stato Father Mother Sister Brother di Jim Jarmush. Interpretato tra gli altri da Cate Blanchett e Adam Driver, questo film conta tre episodi e tre storie che si intrecciano tra Parigi, Dublino e gli Stati Uniti.

Leone d’argento come Gran Premio della Giuria è andato invece a The Voice Of Hind Rajab (produzione franco-tunisina) della regista Kaouther Ben Hania. Questo film ha una importanza che va anche oltre la semplice cinematografia: esso è una ricostruzione e un’indagine diretta della tragica vicenda della bambina di 6 anni uccisa a Gaza con gli zii, i cugini e i due soccorritori della Mezzaluna Rossa dall’esercito Israeliano nel Gennaio 2024.

Con l’utilizzo della registrazione originale della telefonata e la produzione esecutiva che conta nomi noti di Hollywood – tra cui Brad Pitt, Joaquin Phoenix, Rooney Mara, Jonathan Glazer, Alfonso Cuarón, – The Voice of Hind Rajab ha ricevuto una standing ovation di quasi 24 minuti alla sua premiere veneziana, battendo un record precedentemente detenuto da Il Labirinto del Fauno (22 minuti al Festival di Cannes del 2006). Primo caso per una regista donna.

Leone d’argento per la Miglior Regia è andato a Benny Safdie per The Smashing Machine, film biografico sul lottatore MMA Mark Kerr. Ad aggiudicarsi la Coppa Volpi per le migliori interpretazioni sono stati la cinese Xin Zhilei per la sua rappresentazione di Meiyn, protagonista del film Ri-gua-zhing-tian (The sun rises on us all) di Cai Shangjun, e Toni Servillo per l’interpretazione di un presidente della Repubblica Italiana posto di fronte a due ultimi dilemmi etici e politici prima della fine del mandato, nel film La Grazia di Paolo Sorrentino.

Tra i premi dedicati agli attori, il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente è stato assegnato a Luna Wedler, che ha recitato insieme a Tony Leung Chiu-Wai e Léa Seydoux nel film Silent Friend della regista ungherese Ildikó Enyedi: poetica storia che ruota attorno all’antichissimo Ginkgo Biloba dell’università di Marburgo e agli eventi che vede accadere attraverso i secoli. Questo film è anche la prima produzione europea per l’attore di Hong Kong (famoso per le sue interpretazioni nei film di Wong Kar-wai).

Il premio per la Migliore Sceneggiatura è andato a Valérie Donzelli e Gilles Marchand per il film À pied d’œuvre di Valérie Donzelli, mentre Gianfranco Rosi si porta a casa il Premio Speciale della Giuria per Sotto le Nuvole, un film-documentario in bianco e nero che raccoglie frammenti di vita di cittadini, turisti e lavoratori lungo la linea del golfo di Napoli.

Oltre agli appena citati Premi principali di Venezia 82 sono stati assegnati i Premi Orizzonti – interessante sezione della Mostra dedicata a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche o espressive del cinema mondiale, che riserva sempre grande attenzione a registi esordienti o di nicchia e aperto anche ai cortometraggi. In questa sezione sono stati assegnati:

  • Miglior Film a En El Camino di David Pablos, produzione messicana che si è aggiudicata anche uno dei premi collaterali dell’evento – che ultimamente sta acquisendo un certo sempre maggior rilievo – il Queer Lion Award per film a tematiche LGBTQIA+
  • Miglior Regia all’indiana Anuparna Roy per il film Songs of Forgotten Trees
  • Miglior Attrice a Benedetta Porcaroli per l’interpretazione di Holly nel film Il Rapimento di Arabella di Carolina Cavalli
  • Miglior Attore a Giacomo Covi per l’interpretazione di Antero nel film Un Anno di Scuola di Laura Samani
  • Miglior Sceneggiatura a Ana Cristina Barragán per il film La Hiedra, di produzione Ecuadoriana

Tra i non premiati per cui si attende tuttavia un certo successo di botteghino invece compaiono Bugonia di Yorgos Lanthimos e Frankenstein di Guillermo del Toro, interpretati rispettivamente nei personaggi principali femminili da Emma Stone e Mia Goth.

La solidarietà a Gaza

Certamente non poteva restare lontano dai riflettori il tema di Gaza: Venezia, del resto, si è aperta proprio sulla polemica per la richiesta da parte degli attivisti proPal di escludere dagli inviti gli attori Gerard Butler e Gal Gadot, a causa delle loro dichiarazioni su Israele.

Sono stati molti coloro che – ritirando un premio o partecipando a conferenze, interviste e incontri – hanno dedicato un pensiero e una voce a ciò che accade a Gaza.

Nella serata delle premiazioni, la solidarietà è arrivata densa dal palco: Benedetta Porcaroli ha dedicato il premio appena ritirato ai volontari della Global Sumud Flotilla; Servillo ha espresso la sua ammirazione per “coloro che hanno deciso di mettersi in mare con coraggio e raggiungere la Palestina per portare un segno di umanità in una terra dove la dignità umana è vilipesa”;  Nino d’Angelo, cantando a sorpresa sul palco della premiazione il brano Odio e Lacrime, ha dichiarato “Quando si uccidono i bambini si uccide il futuro di tutti noi“;  Jarmush ha ritirato il suo premio indossando la spilla Enough contro il conflitto (vista spesso sul red carpet del Lido), e ha espresso posizioni molto nette contro Netanyahu dopo la premiazione.

L’accoglienza riservata a The Voice of Hind Rajab, insieme alle dichiarazioni del cast, dei produttori e della regista, è indice – del resto – del sentimento diffuso e netto che ha caratterizzato questa ottantaduesima Venezia.È completamente folle. Quando penso all’Umanità, dove siamo ora?” sono le parole condivise in intervista ufficiale da Kaouther Ben Hania.

Un sentimento che è stato ufficializzato anche dagli organizzatori, da cui proviene la decisione di concludere questa edizione con il forte videomessaggio del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme che proprio in questi giorni era attivo sul territorio di Gaza: “la violenza che vediamo è anche il risultato di anni di linguaggio violento e deumanizzante. Se tu deumanizzi l’altro con le parole, poi il passaggio alla violenza fisica è solo questione di tempo”.

I film di Venezia 82: La Distribuzione Italiana

Per quanto di alcuni film, come quello di Cai Shangun, sia ancora incerta la distribuzione italiana e di altri ancora sia ancora in fase di definizione, di molti altri film che hanno animato la kermesse sono già state rese note le date a partire dalle quali saranno disponibili per la visione nelle sale italiane. Ve le lasciamo qui, in ordine di uscita, a chiusura di questo articolo, con un invito al cinema – fabbrica di sogni e, mai come oggi, fabbrica di riflessioni:

  • Sotto le Nuvole, di Gianfranco Rosi – distribuito dal 18 settembre 2025
  • The Smashing Machine, di Benny Safdie – distribuzione italiana dal 19 Novembre 2025
  • Il rapimento di Arabella, di Carolina Cavalli – distribuito nelle sale dal 4 dicembre 2025
  • Father Mother Sister Brother, di Jim Jarmush – distribuzione italiana dal 18 dicembre 2025
  • La Grazia, di Paolo Sorrentino – distribuzione italiana dal 15 Gennaio 2026

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