L’estate, il lavoro stagionale ed il Reddito sotto assedio

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In questo primo scampolo d’una calda estate è assurta agli onori delle cronache nazionali, con sensazionalistici titoli da parte di tutte le maggiori testate italiane, l’idea che in Italia “non si trovano lavoratori per la ventura stagione estiva”. Tra le motivazioni che sono state elencate spicca, primo fra tutti i guai che deve affrontare questo Paese, il tanto vituperato Reddito di Cittadinanza definito, a giorni alterni, quale “sussidio degli sfaticati1, “autorizzazione al divano” e “disincentivo al lavoro vero2.

Sarebbero da affrontare i motivi per cui ognuno di questi epiteti è di per sé, se non del tutto falso, quantomeno distante dalla realtà, ma il dovere di sintesi richiede di affrontare il problema di cui si è parlato all’inizio. I dati per la stagione estiva 2021, infatti, ci dicono che i lavoratori stagionali (che, si badi, mancavano anche l’anno scorso) erano aumentati di 200mila unità rispetto al 2019 – viene escluso il 2020 perché è stato il primo anno di pandemia e tutti i comparti hanno subito una riduzione del numero degli addetti. E questi dati non vengono consegnati da qualche sinistroide associazione dei lavoratori (i cui report sono, forse, più allarmanti), ma dal ben conosciuto Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – per gli amici l’INPS. Tutti questi numeri3, infatti, provengono dalle comunicazioni fatte proprio all’INPS da parte dei datori di lavoro che, per obbligo di legge, devono comunicare gli assunti con regolare contratto specificando mansioni, tipo di rapporto e, per i contratti a tempo determinato, anche le relative stabilizzazioni, licenziamenti e mancati rinnovi. Insomma per l’anno 2021 le persone si trovavano eccome, c’era una platea immensa da cui attingere, se gli stagionali sono arrivati a quasi un milione di persone.

Se, ora, mancano i lavoratori stagionali, dunque, com’è possibile che, per il 2021 rispetto al 2019, si sia avuta un’impennata di quasi il 30% dai 759mila circa assunti arrivando a quasi 930mila addetti stagionali assunti per l’anno 2021? Ancora più rilevante, nell’analisi del report, è il tasso di assunzione proprio nel periodo vacanziero (aprile-agosto) che, nel 2019 vedeva assunti, con contratto stagionale, ben 525mila contro i 662mila del 20214: un aumento, per la sola stagione vacanziera, di oltre il 20%. Da questi dati cosa si dovrebbe dedurre? Che la gente non manca? Che le lamentele sono un po’ troppo interessate da parte di certe categorie di imprenditori?

Dunque, va spiegato perché le numerose lamentele degli imprenditori, le bagarre di chef come Borghese (che, andrebbe ricordato, non era un “povero figliuolo d’Italia” essendo figlio di due attori con il padre imprenditore e produttore cinematografico, non proprio un passato “povero”), le continue lamentele di imprenditori come Briatore e la socia Sen. Santanché (la quale, andrebbe ricordato, protestò ballando contro il lockdown di Ferragosto 2020 in barba allo stato abbastanza critico della pandemia che, al tempo, non aveva vaccino) sul fatto di non trovare lavoratori non siano proprio innocenti. La verità sta nel fatto che il Reddito, con tutte le sue storture ed imperfezioni, ha garantito ad una grandissima platea di persone un “minimo dignitoso” con cui vivere, ma sia ben chiaro che, con 600 euro al mese (non aggiornati all’inflazione galoppante ed all’aumento dei prezzi al consumo del 2022), ammesso che sia concessa tale somma, è difficile che una persona possa andare tutti i sabato sera a ballare consumando benzina (tra l’altro con l’RdC non si può pagare l’assicurazione quindi meglio usare i mezzi pubblici) e stando il resto della settimana spaparanzati in poltrona. Il Reddito, nella sua forma di “card”, permette di acquistare solo dei beni primari (e non è permesso pagare le utenze telefoniche ed Internet direttamente con la scheda, quindi niente Netflix in teoria) e, dunque, non permette di vivere una vita particolarmente “spericolata” (scusa Vasco per il prestito).

Foto da mondobalneare.com

La verità è che questi datori che non trovano lavoratori spesso non offrono paghe corrispondenti all’attuale inflazione che ha fatto salire il costo della vita, vogliono lavoratori che prendano meno di quanto prendono con il Reddito e proprio per questo sperano che la misura sia abolita. A dimostrazione di ciò la Sen. Santanché, in una delle sue migliori prove dialettiche, ha parlato di concedere un “sostegno al reddito” di 200-300 euro al mese solo a chi ha più di 60 anni2 (e che non può reggere i frenetici ritmi estivi delle “noches calientes” degli impianti balneari, cioè non è utile come lavoratore); lo stesso Briatore, nella stessa trasmissione televisiva, ha parlato di “sospendere il Reddito” per i mesi di aprile-settembre in modo da trovare lavoratori (il che potrebbe tradursi nel “lasciatemi fare il ricatto della fame per i miei interessi, poi per il resto dell’anno sono cazzi degli altri imprenditori“). Il Reddito, va ricordato, viene ridotto se si rifiuta una “congrua offerta di lavoro” e viene del tutto perso al rifiuto di una seconda congrua offerta di lavoro5. La misura, dunque, non è senza condizioni, in quanto i percettori stipulano il Patto per il lavoro che prevede delle condizioni all’ottenimento del Reddito.

Infatti, il Reddito, che non funziona perfettamente, che ha avuto i suoi casi di percettori senza diritto e che non copre tutta la platea dei bisognosi d’Italia6 è riuscito dove la “sinistra” italiana in 70 anni ha fallito: ha creato (indirettamente) un salario minimo garantito, nel senso che le persone, per una cosa che in economia è nota come penosità marginale crescente del lavoro7, non accetteranno meno di 600 euro mensili per il proprio lavoro, insomma andranno alla ricerca di posizioni lavorative che offriranno un salario pari o superiore a quanto offre il reddito di cittadinanza. Infatti, dai primi dati di quest’anno, un certo numero di persone che potevano essere impiegate per il lavoro stagionale presso lidi, bar e ristoranti è migrata in altri comparti che offrono maggiori garanzie, più tutele ed una maggiore possibilità di pianificazione del futuro. Per esempio, in questo “deserto delle tutele” sembra che un contratto da magazziniere con Amazon offra più garanzie e salari migliori, a parità di ore lavorate, di tre mesi presso gli impianti della Riviera Romagnola.

La stagione estiva è, ancora una volta, l’occasione per un altro attacco al Reddito di Cittadinanza che, pur non offrendo un sistema di politiche attive al lavoro (anche se dovremmo considerare che di mezzo ci sono stati due anni di lockdown, dove nessuna impresa di nessun comparto assumeva) ha garantito una stabilità sociale, ha ridato dignità alle persone che, prima, per lavorare erano costrette, in molti casi, a subire da datori senza scrupoli il ricatto della fame o l’alternativa del crimine spicciolo che riempie le carceri nostrane (piccolo spaccio, furti, rapine). Oggi, del resto, i lavoratori hanno un’arma in più, la garanzia che, ove tutto manchi, c’è il Reddito (come dimostrato durante gli anni 2020 e 2021) e che, sotto al Reddito (il cui ammontare non è aumentato all’aumentare dell’inflazione) è possibile non accettare un lavoro che, al posto di dare dignità ed al posto di essere un diritto, diventa un condizione odiosa, poco retribuita, massacrante e non riconosciuta. È stancante, ogni anno, dover sentire imprenditori che si lamentano dei giovani sfaticati che non vogliono andare a lavorare per 12 – 15 ore al giorno, spesso senza giorno di riposo, durante la stagione estiva presso gli stabilimenti balneari ed i ristoranti per paghe inferiori ai 3000 euro per l’intero periodo per poi venire, gentilmente, rimandati a casa, magari senza TFR8.

È giunto il tempo di dire basta ai datori disonesti, senza dimenticare, in ogni caso, i tanti esempi virtuosi che ci sono nell’imprenditoria italiana, perché il vero problema italiano non sono i lavoratori o gli stessi datori, ma il senso d’impunità di questi ultimi di fronte al fatto che i controlli dell’Ispettorato del Lavoro sono pochi se non del tutto nulli. Come detto all’inizio, le problematiche da affrontare sarebbero tantissime, dal regime dei contributi per gli stagionali, al cuneo fiscale molto elevato, per passare anche ad una mentalità imprenditoriale negriera ed approfittatrice in un Paese dove esistono ancora i “caporali” per il lavoro nei campi e dove i lavoratori sono pagati “in nero”, è davvero tanto terribile per i tanti Santanché, Briatore, Borghese e altri che, per una volta, i lavoratori potrebbero aver alzato la testa? (in attesa dei dati di fine anno 2022 dell’INPS sugli stagionali).


Note

  1. Articolo di Fanpage.it – LINK
  2. #cartabianca del 24 Maggio 2022 – Rai 3 – Intervento della Sen. Daniela Santanché per le ultime due espressioni e per alcune citazioni della stessa – Link
  3. INPS – Osservatorio sul precariato – Report anni 2019 – 2020 – 2021 – Link
  4. Articolo de “ilSole24Ore” sulla modifica approvata all’inizio di quest’anno – Link
  5. Ibidem – Raffronto mesi aprile-agosto anni 2019 e 2021
  6. Articolo de “Il Fatto Quotidiano” con i dati Eurostat – Link
  7. Jossa Bruno, Macroeconomia, CEDAM – Musella Marco e Jossa Bruno, Macroeconomia. Modelli Elementari. Giappichelli
  8. In tema un articolo di Bologna Today del Settembre 2011, segno che il problema era ben reale anche 11 anni fa – Link – Sul tema, anche nel 2019, quest’articolo dall’eloquente titolo “I lavoratori ci sono, sono gli schiavi che mancano” di Francesco Torellini. Segno che, ogni anno, qualsiasi scusa è buona perché i concessionari e le attività ricettive non trovano manodopera a buon mercato, articoli simili se ne trovano disseminati su tutte le testate giornalistiche piccole e grandi da almeno 15 anni, segno che, evidentemente, i giovani di tutte le generazioni sono degli sfaticati sa sentire la Sen. Santanché anche prima del Reddito, anche prima che ci si ponesse il problema stesso della misura. Sul tema quest’anno si è espressa anche la UIL di Ravenna affermando “Il personale per l’estate c’è, basta pagare secondo i contratti” (vedi anche l’intero articolo)

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