In scena in una notte di mezza estate

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Four days will quickly steep themselves in night, Four nights will quickly dream away the time

(Quattro giorni si immergeranno rapidamente nella notte, Quattro notti sogneranno rapidamente il tempo).

Sogno di una notte di mezza estate. Atto I. Scena I.

Così si apre Sogno di una notte di mezza estate, una delle più celebri opere dell’autore inglese William Shakespeare. Un’opera originariamente pensata per il privato e per le corti, ma poi giunta sul palcoscenico per il grande pubblico, in questa commedia viene narrata la storia di due giovani, Lisandro e Ermia. Tutta la vicenda, poi, è calata nell’ambientazione di un bosco incantato, abitato da fate e folletti con i rispettivi sovrani, dove emerge anche la figura del dispettoso folletto Puk, pronto a combinarne di ogni, una scenografia che strizza l’occhio tanto alla mitologia greca che alla tradizione anglosassone.
Ad Atene fervono i preparativi del matrimonio tra Teseo ed Ippolita, regina delle Amazzoni. Al cospetto di Teseo si presenta Egeo, padre di Ermia, per chiedere il suo giudizio: Ermia rifiuta di sposare Demetrio, perché innamorata di Lisandro, che ricambia i suoi sentimenti, ma Egeo ha già compiuto la scelta per la propria figlia e non è disposto a transigere sulla questione.
Interpellato, dunque, Teseo, la sentenza è terribile: la giovane deve rispettare l’autorità paterna e, se lei non accetta il giudizio di Egeo, restano, come alternative, soltanto il convento o la morte. In questo frangente si rivelano vane le suppliche di Ermia.

Finita l’udienza, i due innamorati decidono di scappare dalla città la notte stessa, con il favore delle tenebre, ma il bosco però è pieno di misteri e insidie. Qui si intrecceranno le storie di altri personaggi come i sovrani delle fate, Oberon e Titania, e quella del folletto dispettoso Puck.
Nel bosco si sono radunati, nella stessa notte, anche alcuni artigiani della città, che avevano deciso di provare uno spettacolo teatrale con cui allietare le nozze di Teseo e Ippolita. Puck ha il tempo di far loro uno scherzo: l’artigiano Bottom si ritrova con la testa trasformata in quella di un asino e, a questo prodigio, i suoi compagni fuggono via terrorizzati.
In mezzo a questi eventi che si intrecciano, la trama prende forma e si sviluppa la dimensione onirica, a tratti farsesca, che caratterizza la pièce teatrale. Un dramma fatto di intrecci ed equivoci che muovono la trama fino alla sua conclusione, culminante con l’ammenda di Puck. Mel noto finale, il folletto, in un clima festoso e di gioia, sfigura la quarta parete e chiede perdono direttamente al pubblico delle sue furberie esortandolo a credere che tutta la vicenda non fosse altro che un sogno, creando uno dei finali più iconici del drammaturgo inglese.


Questo spettacolo, con tutto il suo clima onirico, ricco di musiche, danze e gestualità, viene, oggi, rappresentato da molte realtà teatrali in tutta la sua magnificenza. Proprio di una di queste realtà, che si mostra in tutta la sua forza e voglia, dopo due anni di fermo causa emergenza sanitaria: la compagnia di Aversa “NOSTOS TEATRO”. Quest’ultima propone, qui, una versione dell’opera del maestro inglese colorata, fresca e ricca di musicalità, caratterizzata da contrasti di luce che sottolineano il rimando al carattere onirico e, a tratti, farsesco della rappresentazione.
Il capolavoro di Shakespeare viene messo in scena da compagnia giovane, figlia di un’altrettanto giovane scuola di teatro, e composta da ragazzi e ragazze di talento, passione e tanta voglia di emergere e di esprimere il proprio estro ed emozione. Lo spettacolo si propone in una maniera quasi interattiva portando finanche il pubblico in scena: niente palco, niente assi e seggiolini.
Il dramma viene inscenato dinnanzi ad un pubblico seduto poco distante (ma rispettando tutte le norme anti-Covid n.d.r.) che assiste in mezzo ai protagonisti agli eventi, rompendo qualsiasi distinzione tra proscenio e platea. Il luogo scelto per la pièce è l’interno di una chiesa di Aversa, che ospita al suo interno un piccolo giardino con un grande arancio posizionato al centro della scena, innanzi al pubblico.
Questa scenografia naturale amplifica il tema del sogno e le cantate oniriche del dramma e l’assenza di distinzione tra scena e platea giunge a coinvolgere lo spettatore, rendendolo, in una certa maniera, parte del mythos del racconto.


La scelta fatta da “NOSTOS TEATRO” si rivela azzeccatissima, realizzando l’obiettivo di rendere quest’opera non solo un monumento teatrale, ma un’opera accessibile a tutti, mai stanca e, soprattutto, mai vecchia. La scena è composta dall’enorme albero, che dà un punto fisso, quasi fosse un sipario nel separare i vari atti, la cui cesura è assente. Ed il silenzio della sera e la luce della notte amplificano l’effetto di immedesimazione del pubblico nell’opera, che viene intramezzata solo da pochi, significativi, minuti di vuoto, spezzati dagli scroscianti applausi elargiti a questa meravigliosa compagnia. Infatti le date fino ad ora sono sold-out.


Gli attori si dimostrano pienamente immersi in questa versione dell’opera shakespeariana, fornendo una performance fresca, diversa dalla dogmatica rappresentazione teatrale. La combinazione, data da scenografia e cast, riesce a rendere moderna una vicenda, messa in scena la prima volta nel 1596, che adopera un linguaggio, forse, desueto e classico. E, considerato il periodo, questa rappresentazione di “Sogno di una notte di mezza estate” si rivela essere una vera e propria impresa di questi dinamici ragazzi che, forse, aprirà una nuova stagione per l’arte teatrale in Campania.
Il Controverso, che da sempre è a favore della cultura, e ha sostenuto più volte l’importanza dell’opera sociale e culturale dell’arte rappresentata dai teatri in Italia, non può che augurarsi altre recite di questa compagnia e promuovere per i restanti giorni di Sabato e Domenica questo evento.
Uno spettacolo in cui vogliamo sottolineare la presenza di un pilastro de Il Controverso: la nostra autrice e collega Giusi Mangiacapra, che interpreta il folletto Puck. Ci si permetta di ricordarlo, anche noi chiediamo ai lettori ammenda per questa autoreferenza, come Puck chiede agli spettatori.


Una prova ulteriore della vicinanza di tutta la nostra Redazione a questi temi e sperando che, per tutti i viandanti di questa meravigliosa arte, il sogno continui e rendano partecipi anche noi pubblico di questa avventura che è il teatro.


Ricordiamo, infine, che ci si può prenotare ancora sulla piattaforma del NOSTOS TEATRO per le date del 19 e 20 Giugno.

Che il sogno non si fermi e che l’arte possa rivivere in ogni luogo ed in ogni tempo.

Ivano Manzo

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