Dino Lopardo, #NessunoEscluso

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«Ci chiamano angeli, che bello» «Sei prezioso, dicono». «Riconoscimenti.» «Ipocrisia». «Modelli». «Ci siamo, reparto: serietà.»

Sono i nostri nuovi angeli, in tuta bianca e mascherina, quelli coinvolti in prima linea nell’emergenza sanitaria che ha coinvolto l’Italia – il mondo- in pochissimi giorni, travolgendola per mesi: la pandemia Covid-19. Sono loro, medici e infermieri che non si sono risparmiati, coscienti del pericolo che vi era, per cercare di salvare più vite umane possibili.

«Mi chiamo Lele, signora. Come sta oggi?»

Li omaggia in un video Dino Lopardo, attore drammaturgo lucano, per la campagna promossa da Amnesty International NESSUNOESCLUSO.

«NessunoEscluso è una piccola pillola di quattro minuti realizzata per la campagna di Amnesty International. La versione integrale sarà la storia tragicomica di un operatore sanitario nelle sue ultime 24 ore. Dove fuori tutto si è completamente fermato, per lui invece, scorre in maniera velocissima e intensa. (…) Ho deciso e mi sono permesso di fare un tributo a tutte le persone che vivono questa condizione rischiando.» E si sono ammalati, alcuni. Hanno perso vincendo, in troppi.

«Reparto critico. Paziente critico. Situazione critica. Marzo non è stato affatto clemente»

La voce incalzante è quella di Dino. In un crescente adrenalinico, con un paio di guanti e dei fogliettini bianchi colmi di parole semplici, ma pesanti come massi – per chi si è cucito di quelle parole una tuta protettiva. Dino ci rincorre, ci sorregge, ci fa vedere. Però prima, la visiera.
Ed ecco: una corsia piena, un corridoio con troppa gente in giro. Ascoltare il richiamo della sirena in arrivo che suona, ripetutamente, senza sosta. Pensare alla famiglia, pensare al riposo. Non ora, non adesso. Raggiungere colleghi, raggiungere pazienti positivi ricoverati d’urgenza.
Incontriamo assieme a lui l’ennesima paziente.
Un’anziana signora che mi prende la mano e la stringe forte, fortissimo. Sta per morire.

«I miei figli, i miei nipoti. Li voglio vedere.»
«Non è possibile signora, mi spiace. Davvero.»

Reparto critico. Paziente critica. Situazione critica. Dottore, intubare. Presto, presto. Intubare. Presto. Non respira, presto. Cazzo.

«L’ho fatto con sincerità, esorcizzando il demone che mi accompagna da anni ormai: dar vita alle parole che nuotano nelle storie, attraverso la materia.», ci spiega Lopardo.
«(..) NessunoEscluso è l’inizio di un percorso che vorrei tanto sviluppare, coinvolgendo anche colleghi che ho incontrato nel mio percorso artistico – attori, musicisti, compositori, illustratori, sceneggiatori, fonici».

In un periodo storico in cui al teatro è stato chiesto di mettersi da parte, l’attore – come da copione – fa quello per cui è nato: farsi spazio tra la scena ed iniziare a parlare.
Parlare piano per farsi sentire forte, parlare forte per non essere mai più dimenticato.

Giusi Mangiacapra

Napoli, 24 anni, laureanda in Servizio Sociale. Teatro, musica, cinema, bud's e diritti umani.

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